Il periodo che dal solstizio d'inverno porta all'equinozio di primavera, dall'antichità ai nostri giorni è all'insegna di feste di tipo opposto. Troviamo il Carnevale e la Mezzaquaresima, di tipo allegrotto, la Candelora, la Quaresima e le Ceneri per ricordarci che non siamo fatti di sola carne. Feste e penitenze sono un retaggio dell'antica cultura religiosa, sia romana sia celtica, quest'ultima diffusa in particolare nella pianura padana. Un esempio è la festa di S. Antonio Abate, che cade il 17 gennaio. Nell'antica Roma la fine di gennaio era contrassegnata da ricorrenze e cerimonie atte a purificare gli uomini, gli animali e i campi, per propiziarsi gli dei affinché permettessero il regolare rinnovamento delle stagioni. Come di consuetudine oramai da 34 anni anche a Castelvecchio sta per svolgersi la Festa di S. Antonio Abate che mercoledì vedrà una bella manifestazione “allegrotta” a cui oramai le persone del luogo e non solo non sanno più rinunciare.
Erano giorni molto freddi del gennaio 1973 quando due “grandi” di Castelvecchio, Severino Falchetti (Sero) e Dario Isabettini (Zeptin) mentre stavano svolgendo le loro incombenze lavorative ebbero l’idea. Quella mattina infatti aspettavano un treno alla stazione di Marotta, per poter scaricare un carico di maiali per conto dell’azienda per cui lavoravano, ma a causa della neve questo treno non arrivò. Nell’impossibilità di lavorare i due si misero subito all’opera per realizzare S. Antonio.
Castelvecchio era infatti ricco di tante casate contadine e ad ognuna di esse, tra una bicchiere di vino ed una allegra chiacchierata, veniva chiesto un contributo per la realizzazione della festa. Nessuno si tirava indietro e dava quello che poteva… 500 £ …. 1.500 £ e c’era anche chi riusciva a concedere 2.000 £ come i migliori ricordi testimoniano. Pure il Parroco di allora, Don Carlo, si adopera per questa festa….e da l’impulso finale per far si che tutto si volga al meglio.
Molti anni sono passati e sempre più persone conoscono ed apprezzano il S. Antonio di Castelvecchio…. semplicità e allegria lo rendono accogliente a qualsiasi forestiero si trovi a passare per le nostre zone. Il momento della benedizione vede centinai di animale che gremiscono la pizza XXIV Maggio, dai piccoli criceti agli eleganti cavalli…. Quest’anno ci sarà anche la famosa Somarella Natalina che già nella festa in Giugno ci allieta con il suo dolce sguardo ed il tenero muso. Ogni persona che porta un animale alla benedizione delle 15:30 ha diritto ad un panino di S. Antonio gratis…. naturalmente anche la razione di vino è assolutamente offerta dall’organizzazione a tutti… per degustare meglio i prodotti tipici del luogo e dei contadini che hanno contribuito a rendere generoso questo evento. Non possiamo inoltre dimenticare la salsiccia di S. Antonio che proviene dalla grande tradizione della lavorazione delle carni suine di Castelvecchio… ma soprattutto la sua unicità è dato dal fatto che viene interamente cotta nel vino bianco delle nostre colline. Si può quindi degustare i prodotti genuinamente preparati fino a serata inoltra ed è anche possibile acquistare “la razione” per chi desidera consumare le prelibatezza nella mura domestiche. Il ricavato della giornata è devoluto alla parrocchia. Buon S. Antonio a tutti.
Ass. Giovanni Breccia
Comune di Monte Porzio
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